IL CONIGLIO NANO
da compagnia
Scheda a cura del
Med. Vet. Dott. Roberto Granata

Sottordine: Lagomorfi
Famiglia: Leporidi
Genere: Oryctolagus
Specie: Oryctolagus cuniculus
Vita media: 7-10 anni
Possibilità di vita: oltre 15 anni
Alimentazione: vegetariana

INTRODUZIONE

Il coniglio nano è oggi presente in molte case come animale da compagnia e sta avendo negli ultimi anni una gran diffusione.  Il successo di questo animale oltre all’aspetto dolce e simpatico, è dovuto alla capacità di socializzare e interagire con l’uomo nello stesso modo di un cane o di un gatto.  Al pari delle altre razze di conigli, è stato ottenuto per selezione degli allevatori dal coniglio selvatico.  Questo animale è originario delle zone aride interne della Spagna e da qui si è diffuso in tutto il mondo per opera dell’uomo.  Nonostante l’aspetto, non è un roditore ma un lagomorfo (a forma di lepre).  Il coniglio selvatico è un animale gregario e molto sociale che vive in gruppi.  Le colonie variano da un numero di 4-5 individui fino a più di cinquanta.  Il coniglio è un abile scavatore e costruisce tane e cunicoli complessi ed estesi.  Le femmine partoriscono in “camere” foderate d’erba e di pelo.  Una particolarità dei conigli è di attuare la ciecotrofia che consiste nell’ingestione delle feci provenienti dall’intestino cieco.  Il contenuto intestinale, in questa parte capiente dell’intestino, si arricchisce di numerose vitamine e proteine grazie all’aiuto di batteri “buoni”.  Ingerendo queste feci dette ciecotrofi, il coniglio ottimizza la digestione e riesce a massimizzare l’assimilazione dei vegetali.

LE RAZZE

Esistono numerosissime razze di conigli nani.  I più diffusi hanno un peso compreso tra uno e due chili.  Nei negozi difficilmente si trovano animali di razza pura.  I soggetti presenti sono divisibili in quattro gruppi.
Conigli ariete: di stazza maggiore degli altri, hanno le orecchie pendenti e larghe.  Il muso è arrotondato.
Conigli angora: caratterizzati dal pelo molto lungo e setoso.
Conigli nani di colore: i tipici conigli nani a pelo corto e di varie combinazioni di colore.  Sono di taglia inferiore agli altri, caratterizzati dalle orecchie corte e dritte.
Conigli testa di leone: ottenuti dall’incrocio tra conigli angora e conigli nani di colore, hanno un ciuffo di peli lunghi intorno alla testa che forma una criniera.

IL CARATTERE

Il coniglio nano è un ottimo animale da compagnia, si affezionano ai membri della casa e sono allegri e curiosi.  Nella “società” dei conigli le femmine sono dominanti e hanno un carattere leggermente aggressivo e territoriale, anche loro però non disdegnano coccole e scambi di leccatine.  In natura è maggiormente attivo al crepuscolo e all’alba, in questi momenti sono concentrate le maggiori attività come l’alimentazione, il gioco e l’esplorazione.  Sempre per la sua natura sociale, il coniglio vive meglio se in compagnia di un suo simile di sesso opposto previa sterilizzazione.

COME SCEGLIERE UN CONIGLIO

Con la diffusione di questo animale da compagnia purtroppo sono ormai numerosi i conigli abbandonati da proprietari poco responsabili.  E’ cosi possibile adottare tramite le associazioni animaliste conigli trovatelli.  L’acquisto in negozio dovrebbe essere l’ultima scelta diventando prioritario il trovare una nuova casa a quelli che non l’hanno più.  Prima di ospitare in casa un coniglio cercate di informarvi il più possibile sulle esigenze di questo animale.  Accertate prima di non essere allergici al suo pelo o al fieno che mangia.  Questo è uno dei motivi frequenti di abbandono.  Preparate la vostra casa proteggendo cavi e i mobili vulnerabili.  Se non potete tenere due conigli, scegliete un maschio che ha un carattere più dolce e meno territoriale.

LA GABBIA

L’idea che un coniglio debba vivere in gabbia è un’eredità dell’allevamento.  In realtà un coniglio deve essere libero al pari di un cane o di un gatto.  La gabbia può però essere utile per posizionare la cassettina dove sporcare e gli alimenti o ancora per il trasporto o il ricovero quando è necessario.  La gabbia dovrebbe essere come una cameretta del coniglio dove dormire ma con la porta aperta.  Il fondo della gabbia deve essere coperto da un materiale morbido, assorbente e non tossico se ingerito.  A questo scopo sono ideali le lettiere di origine vegetale come quelle di paglia o carta compressa in piccoli cilindri.  È possibile abituare il coniglio a sporcare in una lettiera all’interno della gabbia.  Per qualche giorno si devono raccogliere le feci e metterle nella vaschetta, dopo qualche tempo il coniglio imparerà a sporcare nello stesso punto.

L’ALIMENTAZIONE

Il coniglio in natura si alimenta di erba e vegetali, il suo apparato digerente è estremamente specializzato per questa alimentazione.  In particolare i denti sono tutti (sia incisivi sia molari) a crescita continua per sopperire all’usura dovuta alla masticazione dell’erba.  La base dell’alimentazione deve essere costituita dall’erba o in alternativa dal fieno che non deve mai mancare.  Oltre a questo si devono dare verdure fibrose come catalogna, sedano, finocchio, radicchio, cicoria, lattuga romana ecc., la frutta va data con moderazione perché troppo ricca di zuccheri semplici.  I mangimi non sono necessari e i più diffusi possono causare danni anche mortali.  In particolare i mangimi contenenti cereali in seme o fioccati causano gravissime patologie dentarie con morte prematura dei conigli.  Questi mangimi anche se ben formulati permettono ai conigli di scegliere le componenti più gradite che sono appunto i cereali, sbilanciando completamente l’alimentazione.  L’ingestione esclusiva di cereali porta ad una carenza di calcio che determina gravi problemi ai denti.  Evitate il pane, i biscotti e i dolci: causano un eccesso d’amidi e zuccheri con obesità e possibili alterazioni della flora intestinale.  Non cambiate mai l’alimentazione di colpo perché si possono avere gravi problemi enterici anche mortali.  Ad esempio i conigli appena acquistati non sono abituati a mangiare verdure (troppo costose per l’allevamento).  In questo caso, iniziate con dare piccoli pezzettini d’insalata.  Aumentate la quantità giorno per giorno in modo molto graduale.

IL TAGLIO DELLE UNGHIE

I conigli sono animali scavatori per questo sono dotati di unghie forti e che crescono velocemente.  Per tagliare le unghie si utilizza una tronchesina per cani o gatti.  Il punto in cui tagliare va calcolato guardando in trasparenza l’unghia. In questo modo sarà possibile vedere dove inizia la parte morta che appare chiara senza rosa all’interno.  Il taglio deve essere fatto a qualche millimetro dalla parte viva.  Se un’unghia si spezza dove è vascolarizzata può fuoriuscire molto sangue.  Per fermarlo si deve premere con una garza per qualche minuto.  Si può anche utilizzare dell’amido o della farina come emostatico applicandolo direttamente dove esce il sangue.

LA STERILIZZAZIONE

La sterilizzazione, che consiste in un intervento chirurgico di asportazione dei testicoli o delle ovaie, è molto importante.  Infatti, le femmine sono soggette con molta frequenza all’insorgenza di tumori uterini a causa dei continui calori e gravidanze isteriche che “bombardano l’utero” di ormoni.  Durante le gravidanze isteriche, le femmine possono diventare molto aggressive e mordere e graffiare chiunque cerchi di avvicinarle.  Nei maschi la castrazione si rende necessaria quando l’eccessiva stimolazione ormonale causa comportamenti indesiderati come la marcatura del territorio con spruzzi di urina.  Alcuni maschi in calore sono poi molto ”stressati” dal non riuscire a soddisfare il desiderio d’accoppiamento.  Per poter far convivere due conigli in casa è quasi sempre necessaria la sterilizzazione.  I conigli, infatti, sono animali molto territoriali che non accettano la presenza di intrusi nel proprio territorio.  La sterilizzazione fa diminuire l’istinto di difesa del territorio e rende possibile la convivenza oltre che evitare la riproduzione indesiderata.

LE MALATTIE PIU’ DIFFUSE

Coccidiosi

Insorge a causa di parassiti microscopici che possono colpire il fegato o l’intestino.  E’ molto frequente nei giovani conigli appena acquistati e si manifesta con anoressia e diarrea.  Se non curata può portare a morte l’animale.  Si consiglia una visita dal veterinario che con un esame delle feci può diagnosticarla e curarla prima che si manifesti.

Malocclusione dentaria

E’ una delle patologie più frequenti e consiste in una crescita anomala dei denti che impedisce all’animale di alimentarsi.  I sintomi consistono in inappetenza, difficoltà di masticazione, scialorrea (perdita di saliva dalla bocca), perdita di peso.  La causa di questo grave problema è l’alimentazione povera di fibra come ad esempio i mangimi contenenti semi e cereali.  Questa malattia è considerata non reversibile e progressiva è possibile però tentare una cura fresando i denti eccessivamente lunghi in anestesia.

Encefalitozoonosi Cuniculi

E’ una malattia parassitaria che colpisce il cervello i reni e altri organi.  Si manifesta con problemi neurologici come rotazione della testa e perdita d’equilibrio.  Può essere presente anche incontinenza urinaria e insufficienza renale.  La diagnosi si esegue con un esame del sangue e la cura consiste nella somministrazione di un prodotto specifico.

LE VACCINAZIONI

I conigli possono essere vaccinati per due malattie virali molto gravi (percentuale di mortalità elevatissima) e senza cure specifiche:
mixomatosi
malattia emorragica virale (MEV)
.
Al contrario di quanto si potrebbe credere le due infezioni possono essere contratte non solo dai conigli selvatici (naturalmente più esposti alle malattie) ma anche dai conigli che vivono in appartamento perché il contagio può avvenire sia per contatto diretto che attraverso la puntura di insetti e artropodi (zecche, acari, pidocchi, zanzare, pulci, flebotomi) infetti.  Gli insetti, in questo caso, fungono da vettori e da “contenitori” del virus e possono rimanere infetti anche per lunghi periodi.
Il rischio, in alcune zone geografiche, non è elevato ma la gravità delle malattie e l’esito quasi sempre nefasto impone una corretta prevenzione.

Tipi di vaccino

I vaccini per la mixomatosi contengono virus "indeboliti" e che, una volta iniettati nel coniglio, generano una forma di malattia sub clinica (non visibile) che stimola la formazione di anticorpi specifici che poi proteggeranno l'animale da una successiva infezione. La copertura dichiarata del vaccino per la mixomatosi è da quattro a sei mesi mentre la prima vaccinazione va effettuata già dopo i 30 giorni di età.
Per la malattia emorragica virale (MEV) i vaccini contengono invece virus inattivati (virus ucciso). I vaccini per questa malattia possono dare, a seconda del tipo di liquido nel quale è dissolto il virus, una protezione semestrale o annuale.
La prima vaccinazione viene effettuata a partire dai 60 giorni di età.
Esistono in commercio anche alcuni vaccini “bivalenti” (ovvero attivi per entrambe le malattie), in questo caso la copertura è diversificata e quindi mentre per la MEV può essere di 6 o 12 mesi per la mixomatosi andrà comunque fatto un richiamo con altro vaccino ogni 4 o ogni 6 mesi a seconda del protocollo vaccinale utilizzato dal vostro veterinario.

Vaccinazioni e Protocolli vaccinali

Ogni veterinario esperto stabilisce un proprio protocollo vaccinale in base alle caratteristiche della zona, alla presenza di eventuali epidemie in zona e, comunque, non deve evitare di vaccinare i conigli.
Facendo un breve sunto sui tipi di vaccino:
Mixomatosi, virus indeboliti, vaccinazione dai 30 giorni di età, copertura dichiarata 4-6 mesi a seconda del tipo di vaccino.
Malattia Emorragica Virale (MEV), virus morto, vaccinazione dai 60 giorni di età, copertura dichiarata 6/12 mesi a seconda del tipo di vaccino.
Alcuni veterinari utilizzano un tipo di protocollo vaccinale che prevede 2 sole vaccinazioni annue pur utilizzando vaccini che hanno una durata di quattro mesi. E’ infatti possibile ottenere una accettabile protezione vaccinando solo nel periodo caldo (una vaccinazione in primavera e una dopo 4 mesi) dando così la massima protezione nel periodo di maggior attività degli insetti che veicolano il virus e lasciando scoperto il periodo invernale dove la loro attività si riduce.  Questo protocollo è applicabile in zone dove la temperatura invernale è abbastanza bassa. La vaccinazione con cadenza semestrale esatta può esporre il coniglio a qualche rischio se il quinto e sesto mese cadono nel periodo maggiormente pericoloso (da luglio a metà settembre).

Reazioni vaccinali

Per valutare correttamente se la reazione vaccinale è dovuta ad uno o l’altro vaccino e per minimizzare l’incidenza di eventuali effetti collaterali molti veterinari somministrano i due vaccini ad una distanza di circa 15 giorni.
Data la natura del vaccino (contiene il virus vivo anche se indebolito), può accadere che alcuni conigli manifestino, circa una settimana dopo la vaccinazione, alcuni sintomi tipicamente riferibili alla mixomatosi. Questa è una forma “benigna” della malattia che solitamente si esaurisce spontaneamente nell'arco di qualche giorno. I conigli che sviluppano una reazione vaccinale sviluppano poi un tasso anticorpale maggiore dal quale deriva una protezione più lunga rispetto a conigli dove non si sono osservate reazioni. Solitamente questa reazione vaccinale può verificarsi la prima volta che un coniglio viene vaccinato e, se si verifica, le volte successive non si avranno più reazioni.
Altre reazioni vaccinali sono causate dal liquido contenente il virus. Alcuni conigli (raramente) sviluppano un'eccessiva reazione locale nel punto di inoculazione con successiva formazione di gonfiore (granuloma vaccinale). Il granuloma può sia persistere per mesi e poi ridursi ed essere riassorbito oppure rimanere, aumentando le possibilità che il coniglio sviluppi un tumore locale (fibrosarcoma vaccinale). Se un coniglio sviluppa un granuloma vaccinale che mostra un'insolita persistenza dovrebbe essere sottoposto ad un intervento chirurgico per asportarlo. Nei conigli che sviluppano granulomi è necessario cambiare marca di vaccino al richiamo successivo.

Legislazione

Sia la Mixomatosi che la Malattia Emorragica Virale (MEV) sono malattie a denuncia obbligatoria; il regolamento di polizia veterinaria prevede l'abbattimento dei conigli infetti e la distruzione delle carcasse.
Per gentile concessione di Roberto Granata, Dr. Med. Vet. e Coniglio Solitario.