Autore Topic: Dopo la suina è allarme Tularemia La "febbre dei conigli" attacca l'uomo  (Letto 1187 volte)

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Offline WhiteFly

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PARMA, 9 GENNAIO - Il Consigliere Regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un’interrogazione con la quale lancia l’allarme e chiede alla Giunta interventi urgenti per scongiurare il pericolo di contagio da Tularemia; batterio altamente infettivo che ha causato la morte di alcune lepri importate dall’estero, facenti parte di un grande quantitativo liberato a fini di ripopolamento in Emilia-Romagna ed anche a Parma.

La Tularemia è estremamente contagiosa e produce gravi effetti alla salute dell’uomo (non a caso è stata studiata a fini bellici ed è annoverata tra le armi batteriologiche), dove se non tempestivamente curata determina la morte nel 7 - 8 % dei casi (fonte Ministero della Salute).  Il batterio della Tularemia si trasmette per contatto (anche con pelle e mucose sane), oppure per inalazione, o per puntura di zecche o zanzare.

Con l’interrogazione il Consigliere leghista evidenzia come nei giorni scorsi l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, abbia segnalato la morte per Tularemia di alcune lepri, molto probabilmente importate dalla Romania o dall’Ungheria a fini di ripopolamento, liberate anche in Emilia-Romagna ed a Parma.

Per Corradi: “Una diffusione della Tularemia a Parma ed in Emilia-Romagna potrebbe avere conseguenze molto gravi, sia in termini di salute umana che di gravi danni agli allevamenti.  L’allarme lanciato il 7 gennaio dall’Istituto  Zooprofilattico merita la massima attenzione, anche  perché potrebbero essere molte le lepri portatrici di Tularemia liberate a Parma ed in tutta la Regione.

Nell’uomo la Tularemia si caratterizza per la febbre alta, sensazione di freddo, forti dolori e debolezza; provocando l’infiammazione acuta dei linfonodi ed ulcerazioni al cavo orale ed agli occhi, che tendono successivamente a diffondersi su tutto il corpo. Si protrae per un periodo di 2 - 3 settimane, ed in caso di mancata cura ha una mortalità nel 7 - 8 % dei casi.

Con l’interrogazione Corradi ha chiesto di conoscere il numero di lepri importate (a rischio infezione), liberate in Provincia di Parma e nelle altre provincie del Emilia-Romagna; ed altresì le misure di profilasi che la Giunta intende adottare per evitare il contagio.

Il Consigliere leghista ha sollecitato una tempestiva informazione alle categorie più a rischio (cacciatori, allevatori, guardie forestali, guardia caccia, ecc…); ed ha chiesto che vengano allertati i serviti sanitari ed i medici di base, al fine di facilitare una rapida diagnosi degli eventuali casi di Tularemia sull’uomo.

 

09/01/2010

Fonte: ParmaOK.it
Ciao da WhiteFly

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da "Asatte no Houkou"

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Sarà l'ennesima bufala...basta che i media non faccian tanto chiasso e la cosa svanirà come per magia com'è successo per la suina...
Il tuo spirito deve cambiare non il cielo sotto cui vivi. la furia con cui continuamente viaggi di qua e di là non serve a nulla.e sai perchè non trovi sollievo nella fuga? perchè fuggi portandoti sempre dietro te stesso.(Seneca)

Offline WhiteFly

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Tularemia, allarme anche a Brescia

BRESCIA: Lepri, scatta l’allarme «tularemia»

IL CASO. Dopo il rinvenimento di alcuni esemplari morti, lo Zooprofilattico di Brescia invita alla massima cautela
Il batterio si trasmette all’uomo «maneggiate gli animali con cura»

Allarme “tularemia” per i cacciatori di lepri della nostra provincia. Il nome al comune cittadino non dice niente ma si tratta di una pericolosissima a malattia batterica dei roditori che può contagiare l’uomo con effetti gravissimi e che è già riscontrata in due lepri di provenienza est Europea trovate morte (una a Vicenza il 22 dicembre e una a Pavia il 4 dicembre).
IL FATTO è che anche nella nostra provincia sono già state trovate una dozzina di lepri morte delle 300 importate da Ungheria e Romania e rilasciate dieci giorni fa tra bassa Valtrompia, Gussago, Colleabeato e hinterland (zona tra Castegnato e Montirone).
Non si sa ancora se siano morte per colpa del batterio Francisella Tularensis (che, visti gli effetti devastanti, in passato era addirittura utilizzato come arma batteriologia da diversi eserciti) ma il rischio è alto. Visto che il fornitore (di Parma) dell’Ambito territoriale unico di Brescia è lo stesso importatore che ha fornito le 450 lepri (provenienti dalla Romania, dove il batterio circola nella sua forma più purulenta) all’ambito di caccia del Pavese, dove è stata ritrovata la lepre deceduta per colpa del temibile batterio.
L’ALLARME. A lanciare una campagna di sensibilizzazione sui rischi è lo stesso istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia, che chiede ai cacciatori e addetti al settore «la massima attenzione e collaborazione per cercare di evitare che le persone impegnate in questo periodo nelle operazioni di cattura e lancio delle lepri siano colpite da questa malattia». Per questo è necessario che le carcasse di lepre, eventualmente ritrovate sul territorio «siano manipolate con le dovute precauzioni e segnalate o recapitate agli uffici veterinari delle Asl, che si avvarranno dei laboratori degli Istituti zoo profilattici sperimentali e in particolare del centro di referenza nazionale per la Tularemia presso la sezione di Pavia».
GIORGIO Varisco, direttore sanitario dell’Izs di Lombardia ed Emilia Romagna, aggiunge che «non si vogliono creare panico e allarmismi ingiustificati ma è opportuno che le eventuali trovate morte vengano consegnate ai nostri laboratori per approfondimenti».
La tularemia è una patologia molto infettiva, trasmissibile all’uomo con estrema facilità e che può essere contratta anche durante la manipolazione e lo scuoiamento delle lepri morte oltre che attraverso il morso o le punture di acari e insetti (zecche e zanzare) e all’ingestione di acqua contaminata.
INDICAZIONI FONDAMENTALI. Coloro che maneggiano lepri morte ed anche micromammiferi devono utilizzare guanti protettivi (meglio in gomma «da cucina» in quanto quelli in lattice si possono rompere più facilmente) e mascherina per la protezione individuale, oltre all’utilizzo di sacchi contenitori a tenuta stagna per le carcasse animali». L’invito a cacciatori, guardiacaccia e agricoltori è chiarissimo: se dovessero trovare animali morti nei campi devono contattare i veterinari dell’Asl o conferire le carcasse (raccolte con scrupolose precauzioni) alle strutture veterinarie.
LEPRI, UN MARE DI PROBLEMI. Le 300 lepri vengono acquistate dall’Atc bresciano nell’Est Europa (200 di provenienza ungherese, 100 romena, 140 euro a lepre il costo) perché selvatiche e quindi più resistenti e adatte a riprodursi (a differenza di quelle di allevamento italiane). Fino ad oggi ne sono state trovate morte una dozzina, un numero poco indicativo.
Va ricordato che per legge, se si dovessero trovare il 5% di lepri morte (quindi 15 esemplari) è obbligatorio l’abbattimento di tutta la partita.

Pietro Gorlani

Tratto da http://www.bresciaoggi.it
Ciao da WhiteFly

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